La definizione dell’ambito: la “reading literacy” La definizione dei “domini” (o situazioni) Contesti d’uso e di scelta dei materiali testuali Un modello generativo per scomposizione delle competenze I processi verificati e le aree di competenza Tre grandi aree di competenza Le tipologie testuali Il tipo di domande: preformulate o aperte? Livelli e Profili di competenza a confronto La formulazione e la difficoltà dei singoli quesiti
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La definizione dell'ambito: la "reading literacy"

Abbiamo letto la definizione di reading literacy assunta dal progetto. La traduzione "competenza", anche al di là della consuetudine d'uso in formule come competenza linguistica o competenza scientifica, è opportuna per due ordini di ragioni.
La prima è che il termine è adatto per indicare il padroneggiamento, anche in una certa misura consapevole, di un fascio complesso di abilità, conoscenze e strategie.
La seconda è che l'idea complessiva di literacy qui proposta e praticata supera una visione parziale o segmentata della lettura e comprensione per puntare chiaramente a una visione ampia e almeno in parte strategica e contestuale, per la quale è possibile usare il concetto di competenza, così com'è stato recentemente riformulato non solo in ambito linguistico (vedi anche l'appendice Ancora sul concetto di competenza).
Certo è che, in questo modo, si dà (giustamente) delle competenze relative alla "alfabetizzazione", di base o di cittadinanza, una visione strategica, contestuale e procedurale molto lontana da una parte della tradizione didattica italiana, molto ostinatamente affezionata a una concezione strumentale e straniata delle competenze di base, alfabetiche o matematiche che siano.
Si legge infatti nel "Quadro di riferimento":

Tale definizione supera la nozione di reading literacy intesa come decodifica e comprensione letterale, a favore di un'interpretazione che unisce la comprensione all'uso dell'informazione scritta e alla riflessione su di essa. La definizione, inoltre, fa riferimento all'insieme delle situazioni che chiamano in causa la competenza di lettura: dalla sfera privata a quella pubblica, dalla scuola al lavoro, dall'esercizio di una cittadinanza attiva all'apprendimento nel corso di tutta la vita.
OCSE/PISA (2004), it., p. 110

Si apre così il problema del delicato equilibrio fra dimensione "disinteressata" e dimensione "spendibile" delle competenze, particolarmente delicata per le competenze di base e di cittadinanza. Resta inoltre aperto (e interessante) il problema di come una competenza strategica e contestuale sia verificabile attraverso prove strutturate e comuni, realizzate in contesti fra loro molto diversi.
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