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La definizione dell'ambito: la "reading literacy" Abbiamo letto la definizione di reading literacy assunta dal progetto. La traduzione "competenza", anche al di là della consuetudine d'uso in formule come competenza linguistica o competenza scientifica, è opportuna per due ordini di ragioni. La prima è che il termine è adatto per indicare il padroneggiamento, anche in una certa misura consapevole, di un fascio complesso di abilità, conoscenze e strategie. La seconda è che l'idea complessiva di literacy qui proposta e praticata supera una visione parziale o segmentata della lettura e comprensione per puntare chiaramente a una visione ampia e almeno in parte strategica e contestuale, per la quale è possibile usare il concetto di competenza, così com'è stato recentemente riformulato non solo in ambito linguistico (vedi anche l'appendice Ancora sul concetto di competenza). Certo è che, in questo modo, si dà (giustamente) delle competenze relative alla "alfabetizzazione", di base o di cittadinanza, una visione strategica, contestuale e procedurale molto lontana da una parte della tradizione didattica italiana, molto ostinatamente affezionata a una concezione strumentale e straniata delle competenze di base, alfabetiche o matematiche che siano. Si legge infatti nel "Quadro di riferimento":
Si apre così il problema del delicato equilibrio fra dimensione "disinteressata" e dimensione "spendibile" delle competenze, particolarmente delicata per le competenze di base e di cittadinanza. Resta inoltre aperto (e interessante) il problema di come una competenza strategica e contestuale sia verificabile attraverso prove strutturate e comuni, realizzate in contesti fra loro molto diversi. |
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