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Fattori Cognitivi, sociali e culturali dell'apprendimento linguistico

Fattori Cognitivi, sociali e culturali dell'apprendimento linguistico

L’apprendimento linguistico come processo costruttivo

Gli studi del cognitivismo hanno messo in luce l’intensa attività cognitiva che caratterizza  l’apprendimento di una lingua da parte del bambino. L’accento è posto sui processi di pensiero soggiacenti ad attività linguistiche complesse come la comprensione e la produzione di discorsi e testi.
Questo processo costruttivo viene definito come concettualizzazione della lingua. Esso sta ad indicare che il bambino sviluppa conoscenze e capacità alfabetizzate  non perché addestrato ad associare meccanicamente segni o suoni a significati, ma perché la sua mente elabora ipotesi sulla lingua e ne costruisce regole sul funzionamento. 
L’attività di elaborazione cognitiva è testimoniata dai processi inferenziali e dagli errori costruttivi. I primi riguardano la capacità di ricavare informazioni implicite nel testo/discorso per costruire rappresentazioni semantiche coerenti. I secondi sono soluzioni discorsive inventate a cui il bambino ricorre nel tentativo di generalizzare i criteri  convenzionali di uso della lingua.

Strategie  didattiche  per  un apprendimento linguistico costruttivo

La visione dinamica dell’acquisizione della lingua impegna gli insegnanti a spostare il focus dell’intervento didattico dai prodotti ai processi di apprendimento, ossia dal risultato in un compito alle operazioni attivate per raggiungere quel risultato. Di conseguenza sono da privilegiare strategie costruttive orientate a sostenere i processi, fra cui:

  • presentare situazioni didattiche a “bassa definizione” per stimolare la scoperta e la familiarizzazione con la lingua straniera tramite la curiosità e il conflitto cognitivo;
  • utilizzare le conversazioni e i discorsi “dei” e “fra” i bambini per far evolvere la padronanza linguistica verso gli usi convenzionali e “tollerare” formulazioni linguistiche imperfette che includono errori costruttivi;
  • adottare strategie interattive: il rispecchiamento, la riformulazione con costrutti verticali (“classroom discorse” in http//www.ed.uno.edu/) e il mutuo apprendimento.

L’apprendimento della lingua come esperienza intersoggettiva

L'approccio socio-culturale dà valore all’inestricabile intreccio tra apprendimento della lingua, variabili culturali e contesti di attività. Forme discorsive, intonazione, lessico prendono forma nel corso di attività di cui gli individui si occupano, spesso insieme ad altri, e per precisi scopi comunicativi. La concezione situata di competenza linguistica amplia il tradizionale concetto di alfabetizzazione. La literacy è intesa oggi come il processo con cui i bambini sviluppano familiarità con differenti usi della lingua e diventano capaci di condividere significati partecipando alle pratiche alfabetizzate dei contesti sociali. La familiarizzazione alla lingua ha inizio nel corso di una tipica attività in cui madre e figlio interagiscono: il racconto di storie. Tramite lo story-telling, il bambino acquisisce la capacità di significazione, ossia di riferirsi a oggetti e situazioni secondo le convenzioni sociali (referenza linguistica).

L’approccio discorsivo: Intertestualità e generi di discorso

Gli studi recenti sull’apprendimento linguistico si richiamano ad una concezione aperta e integrata di alfabetizzazione, meno scolastica e più rispondente agli attuali contesti multimediali e multiculturali. I concetti principali che esprimono il nuovo orientamento sono quelli di intertestualità e genere di discorso. In questa prospettiva, ogni testo o discorso è inteso come una composizione multipla di molti testi e discorsi di cui il bambino fa esperienza e si appropria. I concetti di intertestualità e genere di discorso stanno modificando la concezione formalista della lingua. In alternativa, la lingua è descritta come evento ibrido, e composito, che scaturisce dall’intreccio dei discorsi praticati in contesti ufficiali e non ufficiali, come le interazioni con i pari e il linguaggio dei media. In questa nuova concezione di apprendimento linguistico assumono rilievo intrecci, contatti e scambi fra le lingue, i linguaggi e le culture.

Implicazioni educative e didattiche del costruttivismo sociale

Le tesi del costruttivismo sociale implicano un insegnamento “ecologico” della lingua, che tenga in debito conto le interazioni sociali, i compiti e i contesti di attività. Strategie didattiche che esprimono bene tale orientamento sono le seguenti:

- incentivare forme collaborative di lavoro “con” e “sulle” lingue: i gruppi, in cui si intrecciano discorsi, sono i contesti più naturali per la crescita linguistica;

- far leva sulla narrazione, in quanto attività culturalmente ricca ed emotivamente coinvolgente, con cui il bambino è introdotto a significati condivisi.

- lavorare “su” e “per” compiti autentici, poiché la padronanza della lingua si sviluppa in relazione a interlocutori veri e a reali contesti comunicativi;

- promuovere forme di insegnamento integrato tramite la valorizzazione dei punti di contatto fra lingue, attività, saperi, risorse e culture.

- far leva sui fattori motivazionali per sostenere la disposizione positiva dei bambini verso apprendimenti nuovi.