Questo sito è graficamente più gradevole se visto con un browser (Internet Explorer, Netscape, Opera ecc) che supporta gli standard web, anche se è accessibile con qualsiasi browser o dispositivo internet.

Materiale di studio
logo indire

Il credo dell'arte. Orientamenti per l'azione didattica

L'arte cristiana luogo della memoria

La finalità del ricorso alle espressioni artistiche cristiane è quella di far riaffiorare la memoria per trovare o ri-trovare l’identità cristiana.
Le opere d’arte, in quanto documenti della fede ed espressioni della tradizione viva della Chiesa nel tempo, sono una via privilegiata per stabilire continuità di fede con coloro che ci hanno preceduto; impegno quanto mai urgente oggi in un’epoca di relativismo imperante. Tutto questo obbliga a una “pedagogia della memoria” che per funzionare bene non dovrà fermarsi al passato, ma aprirsi al presente e al futuro.
In questi termini l’arte non è solo recupero della memoria, ma orizzonte che si dischiude, lasciando intravedere risorse di evangelizzazione nel tempo e nello spazio.
Per i ragazzi “vedere” è più appetibile del “leggere”, ma far vedere non significa sminuire i contenuti del Credo cristiano quanto piuttosto aiutare a penetrarli per comprenderli e trasformarli in valori di vita.
 
 

Marko Ivan Rupnik, Il Misericordioso, Roma, Cappella del Centro Aletti, 2003
 
A conferma di quanto appena detto, ci viene in aiuto la pubblicazione del Direttorio sulle comunicazioni sociali da parte della CEI. L’intento del documento è la volontà di trasmettere la fede valorizzando i nuovi linguaggi perché il messaggio arrivi a tutti. Accanto all’uso dei media è altamente significativo il riferimento che viene fatto all’arte come via di comunicazione della fede riconoscendo che «la memoria artistica attesta la tradizione del popolo cristiano e la sua fede» (n. 50).
L’idea che si coglie, nei numerosi riferimenti fatti dal Documento,  può essere così sintetizzata: le immagini proclamano lo stesso messaggio che la Sacra Scrittura trasmette attraverso la parola e costituisce una via privilegiata per fare memoria degli eventi di salvezza. Immagine e parola s'illuminano così a vicenda.
L’arte “parla” sempre, almeno implicitamente, del divino, della bellezza infinita di Dio, riflessa nell’Icona per eccellenza, Cristo Signore, Immagine del Dio invisibile.
 
Le immagini sacre, con la loro bellezza, sono anch’esse annuncio evangelico ed esprimono lo splendore della verità cattolica, mostrando la suprema armonia tra il buono e il bello, tra la via veritatis e la via pulchritudinis.
Mentre testimoniano la secolare e feconda tradizione dell’arte cristiana, sollecitano tutti, credenti e non, alla scoperta e alla contemplazione del fascino inesauribile del mistero della
Redenzione, dando sempre nuovo impulso al vivace processo della sua inculturazione nel tempo.
Infine, sinteticamente, occorre dire che come ogni testo, anche quello dell'arte, è un fatto culturale che va letto e interpretato alla luce dei codici epocali. In definitiva, usare l'arte significa anche recuperare le origini del cristianesimo, significa far memoria di un passato in gran parte testimoniato dalla vasta produzione artistica.

INDIRE © 2006