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Materiale di studio
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Il credo dell'arte. Orientamenti per l'azione didattica

Modelli e metodi di comunicazione della fede attraverso l’arte

L’interesse per l’arte si va concretizzando in esperienze vive. Da queste si possono ricavare tre modelli che stanno a dire come si vada affermando una pedagogia e una didattica della memoria attraverso l’arte.
Modello della pedagogia del documento-arte
Questo modello è nato dalla ricerca sul campo in atto dal 1997 ad opera degli  Istituti di Catechetica dell’Università Salesiana e della Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” di Roma.
Nell’economia di questo “modello”, la scelta dell’opera d’arte, come nucleo generatore di conoscenze, si fonda su alcune convinzioni che orientano l’azione didattica. Se il documento scritto si esprime per concetti e procede nel rispetto delle categorie narrative spazio-temporali, l’arte cristiana si esprime in modo del tutto singolare: si pone nell’ordine del simbolo; ri-dice visivamente i contenuti delle fonti cristiane; si propone in termini di bellezza; narra, accostando nella stessa scena, eventi, luoghi e tempi anche lontanissimi tra di loro; rende presente il Credo delle prime comunità cristiane; costituisce un patrimonio storico-culturale da riscoprire; è il luogo della “memoria” in cui affondano le radici dell’identità cristiana.
Il modello propone un approccio culturale al cristianesimo come richiesto dall’insegnamento scolastico della religione. A questo riguardo risponde a motivazioni di fondo:
 
  • considera il testo arte come fonte-documento aperto all’integrazione con altri linguaggi e documenti, in un contesto interdisciplinare;
  • favorisce nuove opportunità di dialogo tra religione e cultura, attraverso la lettura del patrimonio artistico dell’ambiente (segni cristiani d’ambiente);
  • si presenta in linea con i documenti della riforma scolastica, che valorizzano il visuale come via significativa per l’apprendimento;         
  • favorisce la costruzione di strutture mentali attraverso l’osservazione e l’analisi degli elementi costitutivi del testo-arte, nel quale il linguaggio dei segni e dei simboli rimanda a significati religiosi da investigare e da scoprire.

 

L’approccio ai documenti artistici si articola su tre piani: la lettura del testo-arte e la sua interpretazione simbolica; la riflessione biblico-teologica; le indicazioni per l’azione didattica.
Ogni unità di lavoro si sviluppa tenendo presenti i seguenti momenti:
 
  • Presentazione e osservazione dell’opera d’arte: si sollecitano i ragazzi a guardare con attenzione tutti gli elementi presenti nell’opera proposta e ad elencarli (descrizione preiconografica).
  • Passaggio dalla descrizione dell’opera all’interpretazione simbolica: si sollecitano i ragazzi a scoprire che tutti gli elementi presenti nelle opere di diverse epoche hanno un preciso intento comunicativo e a tentarne un’interpretazione; si provocano interrogativi che consentono di formulare ipotesi di significato da convalidare alla luce di varie fonti, in particolare il testo biblico come fonte privilegiata. Tutto questo per scoprire gli elementi di significato di cui il testo-arte è portatore (analisi iconografica e interpretazione iconologica).
  • Riespressione dei contenuti trasmessi dall’opera d’arte mediante la produzione dei ragazzi: è il momento di verifica delle competenze acquisite in ordine alla lettura e alla comprensione dell’opera d’arte la quale nasce sempre da un’idea biblico-teologica che si materializza in personaggi, forme, colori, volumi, disposizioni spaziali, ecc. I ragazzi sono invitati ad assumere i seguenti atteggiamenti: silenzio immaginativo, esternazione delle proprie idee, dialogo, produzione individuale e/o di gruppo. In questo modo la classe si costituisce quale “bottega d’arte” dove viene potenziata l’immaginazione e la creatività attraverso processi di reinterpretazione e di rielaborazione.

 

Modello della valorizzazione dei beni culturali

Questo modello nasce dalla consapevolezza che la Chiesa per trasmettere il messaggio affidatole da Cristo ha bisogno anche dell’arte. Il patrimonio artistico presente in Italia costituisce una grande risorsa per conoscere e tramandare il cristianesimo. Questa idea è stata tradotta in esperienze di catechesi mediate dalla bellezza e dalla bontà delle opere d’arte.
Già nel 1997 la Conferenza Episcopale della Toscana aveva pubblicato una “Nota Pastorale”: La Comunicazione della fede attraverso l’arte. Prendendo spunto da questa “Nota”, in occasione dell’Anno Santo del 2000 l’archidiocesi di Firenze ha preparato il sussidio “Arte, fede, storia. Guida alla Firenze cristiana” (2000). Mentre la “Nota dei vescovi della Toscana” indicava la motivazione teologica ed ecclesiale di un metodo catechistico, la “Guida” ne indica le linee di applicazione.
Un modello, quello indicato, che valorizzando l’arte presente sul territorio locale può trovare applicazione su tutto il territorio nazionale. L’Italia infatti dispone di un ricco patrimonio artistico che ancora oggi può far risuonare la fede delle comunità cristiane. Evidentemente non solo l’arte del passato consente di far memoria, ma anche l’arte contemporanea può rendere visibile l’Invisibile.
Questo modello si è concretizzato in progetti che si sono avvalsi di metodologie per l’avvio alla lettura dell’immagine, elaborate e convalidate dagli studi specifici sulla didattica del visuale e sperimentate con ragazzi, giovani e adulti. Le aree che finora sono state prese in considerazione riguardano la cittadinanza, le scuole, il turismo.         
 
  • Il progetto rivolto alla cittadinanza. Si tratta di organizzare cicli annuali di conferenze in un luogo significativo della città (ad es: la Cattedrale, il Duomo, la Piazza, ecc.) e presentare gli eventi della storia del cristianesimo e l’arte che si può contemplare per riscoprire, come cittadini, la storia della fede cristiana del proprio territorio.
  • Il progetto per la scuola. Si tratta di avviare una sperimentazione per elaborare un metodo di lettura didattica delle opere di arte cristiana della città con il supporto oltre che dell’insegnamento della religione anche di altre discipline scolastiche. Lo scopo dell’iniziativa è quello di avviare i ragazzi e i giovanissimi a scoprire il patrimonio artistico della propria città.
  • Il progetto per il  turismo di massa. Questo riguarda le grandi città d’arte: si vuole aiutare a far recuperare ai molti turisti che girano per l’Europa l’alfabeto figurativo per comprendere le opere d’arte cristiana nel loro vero significato. 

 

Modello della narrazione mediatica della storia del cristianesimo

Accenniamo a questo modello che è in via di realizzazione. Esso è stato ideato da Roberto Giannatelli e si va realizzando per l’impegno di un’équipe di esperti che si sono prefissi di valorizzare la via mediatica  per lanciare un progetto televisivo su Sat 2000 dal titolo: Cristiani nella storia
Il progetto intende dare una risposta, anche se solo parziale, a due problemi: come formare il cristiano oggi e con quale strategia comunicativa.
Si tratta di una serie di narrazioni che coprono l’arco di storia che va dal secolo dall’XIII al XX. Per il momento è stata trasmessa la prima serie (XIII-XIV secolo) all’interno della quale emergono figure carismatiche: Francesco e Chiara d’Assisi, Caterina da Siena; vengono segnalate svolte culturali come l’affermarsi della università, il rapporto con le culture, l’esperienza del dolore e l’attrazione del bello. Sono pagine di storia narrate con il linguaggio televisivo ricco di contrasti e tinte forti. Certo ci può essere il rischio che la suggestione delle immagini prevalga sulla ricerca della verità, che l’agiografia vinca sulla storia.
Tuttavia, l’idea che sostiene il modello è che bisogna percorrere vie anche mediatiche, con produzioni professionalmente corrette, per contribuire a restituire ai cristiani dell’Europa di oggi la memoria della loro tradizione bimillenaria e renderli partecipi della grande memoria collettiva di cui sono eredi.

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